La ritenuta del 2,50% che si trovava sul cedolino sotto la voce Opera di Previdenza/TFR era stata prevista dal legislatore per consentire ai pubblici dipendenti un trattamento di fine servizio più favorevole rispetto al TFR, in quanto la liquidazione veniva calcolata sull’ultimo stipendio percepito da ciascun dipendente.
Questa tipologia di trattamento riguarda tutti i lavoratori immessi in ruolo entro il 31.12.2000.
Nel 2010 era stata approvata una legge che modificava la modalità di calcolo del TFS, allineandolo al privato, senza però eliminare la trattenuta in questione, a cui il privato non è soggetto.
Questa norma è stata dichiarata incostituzionale con sentenza della Corte, nel mese di ottobre 2012.
Per effetto di questa sentenza abbiamo organizzato la procedura per il recupero di quanto spettante.
In data 29.10.2012 è stato approvato un decreto legge che abroga, a decorrere dalla sua introduzione, l’articolo 12, comma 10, del D.L. 31.05.2010 n° 78, convertito in Legge 30.07.2010, n° 122.
L’abrogazione di quanto su indicato determina il ripristino del calcolo del TFS, così come veniva fatto in passato, cancellando dal 1° gennaio 2011 la seconda quota di buonuscita calcolata con l’applicazione dell’aliquota del 6,91%, adottata ai fini della determinazione del TFR.
Grazie anche alla nostra mobilitazione è stato ripristinato quindi un calcolo nettamente più favorevole delle nostre liquidazioni, con un vantaggio molto consistente che ciascuno di noi potrà rilevare al momento! della riscossione del TFS.
Tutte le iniziative ulteriori sono quindi decadute e non è più necessario procedere